GENESI
Cap. 1 1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 Ora
la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo
spirito di Dio aleggiava sulle acque.
3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.
4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce
dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre
notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque
per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il
firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento,
dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.
8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu
mattina: secondo giorno.
9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si
raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così
avvenne. 10 Dio chiamò l'asciutto terra e la massa
delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. 11 E Dio
disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e
alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme,
ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: 12 la
terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la
propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme,
secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E
fu sera e fu mattina: terzo giorno.
14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del
cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le
stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci
nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così
avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per
regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le
stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per
illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per
separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E
fu sera e fu mattina: quarto giorno.
20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi
e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».
21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri
viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie,
e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era
cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e
moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si
moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina:
quinto giorno.
24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi
secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo
la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le
bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la
propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E
Dio vide che era cosa buona. 26 E Dio disse: «Facciamo
l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci
del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie
selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di
Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e
moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci
del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, 29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che
produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è
il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A
tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti
gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di
vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne.
31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto
buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Cap. 2
1 Così furono portati a compimento il cielo e la
terra e tutte le loro schiere. 2 Allora Dio, nel settimo
giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò
nel settimo giorno da ogni suo lavoro. 3 Dio benedisse il
settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva
cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. 4a Queste
le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
4b Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo,
5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba
campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto
piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva
salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -;
7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del
suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo
divenne un essere vivente.
8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a
oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. 9 Il
Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi
alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo
al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. 10 Un
fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si
divideva e formava quattro corsi. 11 Il primo fiume si chiama
Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c'è
l'oro 12 e l'oro di quella terra è fine; qui c'è
anche la resina odorosa e la pietra d'ònice. 13 Il
secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese
d'Etiopia. 14 Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad
oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.
15 Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di
Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che
l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile».
19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta
di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse
all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo
l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva
essere il suo nome. 20 Così l'uomo impose nomi a tutto
il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie
selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.
21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo,
che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la
carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la
costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.
23 Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è
carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà
donna perché dall'uomo è stata tolta».
16 Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu
potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17 ma
dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare,
perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».
24 Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua
madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.
25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne
provavano vergogna.
Cap. 3
1 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie
selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E'
vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del
giardino?». 2 Rispose la donna al serpente: «Dei
frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3 ma
del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non
ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete».
4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete
affatto! 5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si
aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il
bene e il male». 6 Allora la donna vide che l'albero
era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per
acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne
diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.
7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero
di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
8 Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino
alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal
Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9 Ma il
Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?».
10 Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho
avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».
11 Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo?
Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non
mangiare?».
12 Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta
accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». 13 Il
Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose
la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
14 Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché
tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame
e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. 15 Io
porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua
stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il
calcagno».
16 Alla donna disse:
«Moltiplicherò 17 All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato la
voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo
comandato: Non ne devi mangiare, 20 L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa
fu la madre di tutti i viventi.
21 Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di
pelli e le vestì.
22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è
diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male.
Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche
dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!». 23 Il
Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché
lavorasse il suolo da dove era stato tratto. 24 Scacciò
l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma
della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita.
Cap. 4
1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì
e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal
Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello
Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo
in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì
primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì
Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua
offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
6 Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei
irritato e perché è abbattuto il tuo volto? 7 Se
agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il
peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il
suo istinto, ma tu dòminalo». 8 Caino disse al
fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in
campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo
uccise. 9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è
Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono
forse il guardiano di mio fratello?». 10 Riprese: «Che
hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!
11 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della
tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. 12 Quando
lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi
prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». 13 Disse
Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per
ottenere perdono? 14 Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo
e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo
e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà
uccidere». 15 Ma il Signore gli disse: «Però
chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette
volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non
lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. 16 Caino si
allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad
oriente di Eden.
17 Ora Caino si unì alla moglie che concepì
e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città,
che chiamò Enoch, dal nome del figlio. 18 A Enoch
nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl
generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech.
19 Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra
chiamata Zilla. 20 Ada partorì Iabal: egli fu il padre
di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. 21 Il
fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i
suonatori di cetra e di flauto. 22 Zilla a sua volta partorì
Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il
ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama.
23 Lamech disse alle mogli:
Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; 25 Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì
un figlio e lo chiamò Set. «Perché - disse - Dio
mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché
Caino l'ha ucciso».
26 Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò
Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.
Cap. 5
1 Questo è il libro della genealogia di Adamo.
Quando Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio;
2 maschio e femmina li creò, li benedisse e li chiamò
uomini quando furono creati. 3 Adamo aveva centotrenta anni
quando generò a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e
lo chiamò Set. 4 Dopo aver generato Set, Adamo visse
ancora ottocento anni e generò figli e figlie. 5 L'intera
vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.
6 Set aveva centocinque anni quando generò Enos;
7 dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette
anni e generò figli e figlie. 8 L'intera vita di Set
fu di novecentododici anni; poi morì.
9 Enos aveva novanta anni quando generò Kenan;
10 Enos, dopo aver generato Kenan, visse ancora
ottocentoquindici anni e generò figli e figlie. 11 L'intera
vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi morì.
12 Kenan aveva settanta anni quando generò
Maalaleèl; 13 Kenan dopo aver generato Maalaleèl
visse ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie.
14 L'intera vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi
morì.
15 Maalaleèl aveva sessantacinque anni quando
generò Iared; 16 Maalaleèl dopo aver generato
Iared, visse ancora ottocentrenta anni e generò figli e
figlie. 17 L'intera vita di Maalaleèl fu di
ottocentonovantacinque anni; poi morì.
18 Iared aveva centosessantadue anni quando generò
Enoch; 19 Iared, dopo aver generato Enoch, visse ancora
ottocento anni e generò figli e figlie. 20 L'intera
vita di Iared fu di novecentosessantadue anni; poi morì.
21 Enoch aveva sessantacinque anni quando generò
Matusalemme. 22 Enoch camminò con Dio; dopo aver
generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò
figli e figlie. 23 L'intera vita di Enoch fu di
trecentosessantacique anni. 24 Poi Enoch cammino con Dio e
non fu più perché Dio l'aveva preso.
25 Matusalemme aveva centottantasette anni quando generò
Lamech; 26 Matusalemme, dopo aver generato Lamech, visse
ancora settecentottantadue anni e generò figli e figlie.
27 L'intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove
anni; poi morì.
28 Lamech aveva centottantadue anni quando generò
un figlio 29 e lo chiamò Noè, dicendo: «Costui
ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre
mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto».
30 Lamech, dopo aver generato Noè, visse ancora
cinquecentonovantacinque anni e generò figli e figlie.
31 L'intera vita di Lamech fu di settecentosettantasette
anni; poi morì.
32 Noè aveva cinquecento anni quando generò
Sem, Cam e Iafet.
Cap. 6
1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla
terra e nacquero loro figlie, 2 i figli di Dio videro che le
figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne
vollero. 3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non
resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e
la sua vita sarà di centoventi anni».
4 C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche
dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e
queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi
dell'antichità, uomini famosi.
5 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era
grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non
era altro che male. 6 E il Signore si pentì di aver
fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Il
Signore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho
creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del
cielo, perché sono pentito d'averli fatti». 8 Ma
Noè trovò grazia agli occhi del Signore.
9 Questa è la storia di Noè. Noè era
uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio.
10 Noè generò tre figli: Sem, Cam, e Iafet.
11 Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di
violenza.
12 Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta,
perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.
13 Allora Dio disse a Noè: «E' venuta per me
la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è
piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la
terra. 14 Fatti un'arca di legno di cipresso; dividerai
l'arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori.
15 Ecco come devi farla: l'arca avrà trecento cubiti
di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. 16 Farai
nell'arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da
un lato metterai la porta dell'arca. La farai a piani: inferiore,
medio e superiore.
17 Ecco io manderò il diluvio, cioè le
acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui
è alito di vita; quanto è sulla terra perirà.
18 Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai
nell'arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi
figli. 19 Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai
nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano
maschio e femmina. 20 Degli uccelli secondo la loro specie,
del bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della
terra secondo la loro specie, due d'ognuna verranno con te, per
essere conservati in vita. 21 Quanto a te, prenditi ogni
sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di
nutrimento per te e per loro». 22 Noè eseguì
tutto; come Dio gli aveva comandato, così egli fece.
Cap. 7
1 Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu
con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a
me in questa generazione. 2 D'ogni animale mondo prendine con
te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non
sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. 3 Anche
degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per
conservarne in vita la razza su tutta la terra. 4 Perché
tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni
e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho
fatto». 5 Noè fece quanto il Signore gli aveva
comandato.
6 Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio,
cioè le acque sulla terra. 7 Noè entrò
nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi
figli, per sottrarsi alle acque del diluvio. 8 Degli animali
mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che
strisciano sul suolo 9 entrarono a due a due con Noè
nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.
10 Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la
terra; 11 nell'anno seicentesimo della vita di Noè,
nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso
giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte
del cielo si aprirono. 12 Cadde la pioggia sulla terra per
quaranta giorni e quaranta notti. 13 In quello stesso giorno
entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam e Iafet, la
moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli: 14 essi
e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo
la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la
loro specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli
uccelli, tutti gli esseri alati. 15 Vennero dunque a Noè
nell'arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio di
vita. 16 Quelli che venivano, maschio e femmina d'ogni carne,
entrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore chiuse la porta
dietro di lui.
17 Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le
acque crebbero e sollevarono l'arca che si innalzò sulla
terra. 18 Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra
la terra e l'arca galleggiava sulle acque. 19 Le acque si
innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i
monti più alti che sono sotto tutto il cielo. 20 Le
acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano
ricoperto.
21 Perì ogni essere vivente che si muove sulla
terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano
sulla terra e tutti gli uomini. 22 Ogni essere che ha un
alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra
asciutta morì.
23 Così fu sterminato ogni essere che era sulla
terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli
del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè
e chi stava con lui nell'arca.
24 Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta
giorni.
Cap. 8
1 Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e
di tutti gli animali domestici che erano con lui nell'arca. Dio fece
passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono. 2 Le
fonti dell'abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu
trattenuta la pioggia dal cielo; 3 le acque andarono via via
ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni. 4 Nel
settimo mese, il diciasette del mese, l'arca si posò sui monti
dell'Ararat. 5 Le acque andarono via via diminuendo fino al
decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le
cime dei monti.
6 Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la
finestra che aveva fatta nell'arca e fece uscire un corvo per vedere
se le acque si fossero ritirate. 7 Esso uscì andando e
tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra. 8 Noè
poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero
ritirate dal suolo; 9 ma la colomba, non trovando dove posare
la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché
c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese
e la fece rientrare presso di sé nell'arca. 10 Attese
altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca 11 e
la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva
nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si
erano ritirate dalla terra. 12 Aspettò altri sette
giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò
più da lui.
13 L'anno seicentouno della vita di Noè, il primo
mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla
terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la superficie
del suolo era asciutta. 14 Nel secondo mese, il ventisette
del mese, tutta la terra fu asciutta.
15 Dio ordinò a Noè: 16 «Esci
dall'arca tu e tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con
te. 17 Tutti gli animali d'ogni specie che hai con te,
uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli
uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano
fecondi e si moltiplichino su di essa».
18 Noè uscì con i figli, la moglie e le
mogli dei figli. 19 Tutti i viventi e tutto il bestiame e
tutti gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terra,
secondo la loro specie, uscirono dall'arca. 20 Allora Noè
edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali
mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare. 21 Il
Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: «Non
maledirò più il suolo a causa dell'uomo, perché
l'istinto del cuore umano è incline al male fin dalla
adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente
come ho fatto.
22 Finché durerà la terra, Cap. 9
1 Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. 2 Il
timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in
tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia
sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere.
3 Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do
tutto questo, come gia le verdi erbe. 4 Soltanto non
mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. 5 Del
sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò
conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò
conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello.
6 Chi sparge il sangue dell'uomo 8 Dio disse a Noè e ai sui figli con lui:
9 «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza coni
vostri discendenti dopo di voi; 10 con ogni essere vivente
che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con
tutti gli animali che sono usciti dall'arca. 11 Io stabilisco
la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun
vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio
devasterà la terra».
12 Dio disse:
«Questo è il segno dell'alleanza, 17 Disse Dio a Noè: «Questo è il segno
dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è
sulla terra».
18 I figli di Noè che uscirono dall'arca furono
Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan. 19 Questi
tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la
terra.
20 Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò
a piantare una vigna. 21 Avendo bevuto il vino, si ubriacò
e giacque scoperto all'interno della sua tenda. 22 Cam, padre
di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due
fratelli che stavano fuori. 23 Allora Sem e Iafet presero il
mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a
ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia
indietro, non videro il padre scoperto.
24 Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza,
seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; 25 allora
disse: «Benedetto il Signore, Dio di Sem, 28 Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquanta
anni. 29 L'intera vita di Noè fu di novecentocinquanta
anni, poi morì.
Cap. 10
1 Questa è la discendenza dei figli di Noè:
Sem, Cam e Iafet, ai quali nacquero figli dopo il diluvio.
2 I figli di Iafet: Gomer, Magog, Madai, Iavan, Tubal,
Mesech e Tiras.
3 I figli di Gomer: Askenaz, Rifat e Togarma.
4 I figli di Iavan: Elisa, Tarsis, quelli di Cipro e
quelli di Rodi.
5 Da costoro derivarono le nazioni disperse per le isole
nei loro territori, ciascuno secondo la propria lingua e secondo le
loro famiglie, nelle loro nazioni.
6 I figli di Cam: Etiopia, Egitto, Put e Canaan.
7 I figli di Etiopia: Seba, Avìla, Sabta, Raama e
Sàbteca.
I figli di Raama: Saba e Dedan.
8 Ora Etiopia generò Nimrod: costui cominciò
a essere potente sulla terra.
9 Egli era valente nella caccia davanti al Signore, perciò
si dice: «Come Nimrod, valente cacciatore davanti al Signore».
10 L'inizio del suo regno fu Babele, Uruch, Accad e Calne,
nel paese di Sennaar. 11 Da quella terra si portò ad
Assur e costruì Ninive, Recobot-Ir e Càlach 12 e
Resen tra Ninive e Càlach; quella è la grande città.
13 Egitto generò quelli di Lud, Anam, Laab,
Naftuch, 14 Patros, Casluch e Caftor, da dove uscirono i
Filistei.
15 Canaan generò Sidone, suo primogenito, e Chet
16 e il Gebuseo, l'Amorreo, il Gergeseo, 17 l'Eveo,
l'Archita e il Sineo, 18 l'Arvadita, il Semarita e l'Amatita.
In seguito si dispersero le famiglie dei Cananei. 19 Il
confine dei Cananei andava da Sidone in direzione di Gerar fino a
Gaza, poi in direzione di Sòdoma, Gomorra, Adma e Zeboim, fino
a Lesa. 20 Questi furono i figli di Cam secondo le loro
famiglie e le loro lingue, nei loro territori e nei loro popoli.
21 Anche a Sem, padre di tutti i figli di Eber, fratello
maggiore di Jafet, nacque una dicendenza.
22 I figli di Sem: Elam, Assur, Arpacsad, Lud e Aram.
23 I figli di Aram: Uz, Cul, Gheter e Mas.
24 Arpacsad generò Selach e Selach generò
Eber. 25 A Eber nacquero due figli: uno si chiamò
Peleg, perché ai suoi tempi fu divisa la terra, e il fratello
si chiamò Joktan.
26 Joktan generò Almodad, Selef, Ascarmavet,
Jerach, 27 Adòcam, Uzal, Dikla, 28 Obal,
Abimaèl, Saba, 29 Ofir, Avìla e Ibab. Tutti
questi furono i figli di Joktan; 30 la loro sede era sulle
montagne dell'oriente, da Mesa in direzione di Sefar.
31 Questi furono i figli di Sem secondo le loro famiglie e
le loro lingue, territori, secondo i loro popoli.
32 Queste furono le famiglie dei figli di Noè
secondo le loro generazioni, nei loro popoli. Da costoro si
dispersero le nazioni sulla terra dopo il diluvio.
Cap. 11
1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole.
2 Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura
nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l'un
l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco».
Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi
dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la
cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su
tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la
città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il
Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti
una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora
quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché
non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». 8 Il
Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono
di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò
Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta
la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
10 Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento
anni quando generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio;
11 Sem, dopo aver generato Arpacsad, visse cinquecento anni e
generò figli e figlie.
12 Arpacsad aveva trentacinque anni quando generò
Selach; 13 Arpacsad, dopo aver generato Selach, visse
quattrocentotrè anni e generò figli e figlie.
14 Selach aveva trent'anni quando generò Eber;
15 Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotrè
anni e generò figli e figlie.
16 Eber aveva trentaquattro anni quando generò
Peleg; 17 Eber, dopo aver generato Peleg, visse
quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.
18 Peleg aveva trent'anni quando generò Reu;
19 Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e
generò figli e figlie.
20 Reu aveva trentadue anni quando generò Serug;
21 Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e
generò figli e figlie.
22 Serug aveva trent'anni quando generò Nacor;
23 Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e
generò figli e figlie.
24 Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach;
25 Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove
anni e generò figli e figlie.
26 Terach aveva settant'anni quando generò Abram,
Nacor e Aran.
27 Questa è la posterità di Terach: Terach
generò Abram, Nacor e Aran: Aran generò Lot. 28 Aran
poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra
natale, in Ur dei Caldei. 29 Abramo e Nacor si presero delle
mogli; la moglie di Abramo si chiamava Sarai e la moglie di Nacor
Milca, ch'era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca.
30 Sarai era sterile e non aveva figli.
31 Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di
Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di
Abramo suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare
nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono.
32 L'età della vita di Terach fu di duecentocinque
anni; Terach morì in Carran.
Cap. 12
1 Il Signore disse ad Abram:
«vattene dal tuo paese, dalla tua patria 4 Allora Abramo partì, come gli aveva ordinato il
Signore, e con lui partì Lot. Abramo aveva settantacinque anni
quando lasciò Carran. 5 Abramo dunque prese la moglie
Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano
acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano
procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al
paese di Canaan 6 e Abramo attraversò il paese fino
alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese
si trovavano allora i Cananei.
7 Il Signore apparve ad Abramo e gli disse: «Alla
tua discendenza io darò questo paese». Allora Abramo
costruì in quel posto un altare al Signore che gli era
apparso. 8 Di là passò sulle montagne a oriente
di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad
oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò
il nome del Signore. 9 Poi Abramo levò la tenda per
accamparsi nel Negheb.
10 Venne una carestia nel paese e Abramo scese in Egitto
per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese.
11 Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse
alla moglie Sarai: «Vedi, io so che tu sei donna di aspetto
avvenente. 12 Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno:
Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in
vita. 13 Dì dunque che tu sei mia sorella, perché
io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te».
14 Appunto quando Abramo arrivò in Egitto, gli
Egiziani videro che la donna era molto avvenente. 15 La
osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone;
così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone.
16 Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram, che
ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e
cammelli. 17 Ma il Signore colpì il faraone e la sua
casa con grandi piaghe, per il fatto di Sarai, moglie di Abram.
18 Allora il faraone convocò Abramo e gli disse: «Che
mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie?
19 Perché hai detto: E' mia sorella, così che
io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e
vattene!». 20 Poi il faraone lo affidò ad alcuni
uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la
moglie e tutti i suoi averi.
Cap. 13
1 Dall'Egitto Abramo ritornò nel Negheb con la
moglie e tutti i suoi averi; Lot era con lui. 2 Abramo era
molto ricco in bestiame, argento e oro. 3 Poi di accampamento
in accampamento egli dal Negheb si portò fino a Betel, fino al
luogo dove era stata già prima la sua tenda, tra Betel e Ai,
4 al luogo dell'altare, che aveva là costruito prima:
lì Abramo invocò il nome del Signore. 5 Ma
anche Lot, che andava con Abram, aveva greggi e armenti e tende.
6 Il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché
avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme. 7 Per
questo sorse una lite tra i mandriani di Abramo e i mandriani di Lot,
mentre i Cananei e i Perizziti abitavano allora nel paese. 8 Abramo
disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei
mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. 9 Non
sta forse davanti a te tutto il paese? Sepàrati da me. Se tu
vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io
andrò a sinistra».
10 Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la
valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte - prima che il
Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra -; era come il giardino
del Signore, come il paese d'Egitto, fino ai pressi di Zoar. 11 Lot
scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò
le tende verso oriente. Così si separarono l'uno dall'altro:
12 Abramo si stabilì nel paese di Canaan e Lot si
stabilì nelle città della valle e piantò le
tende vicino a Sòdoma. 13 Ora gli uomini di Sòdoma
erano perversi e peccavano molto contro il Signore.
14 Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era
separato da lui: «Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai
spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso
l'oriente e l'occidente. 15 Tutto il paese che tu vedi, io lo
darò a te e alla tua discendenza per sempre. 16 Renderò
la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può
contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi
discendenti. 17 Alzati, percorri il paese in lungo e in
largo, perché io lo darò a te». 18 Poi
Abramo si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi
alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un
altare al Signore.
Cap. 14
1 Al tempo di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di
Ellasar, di Chedorlaomer re dell'Elam e di Tideal re di Goim,
2 costoro mossero guerra contro Bera re di Sòdoma,
Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma, Semeber re di Zeboim, e contro
il re di Bela, cioè Zoar. 3 Tutti questi si
concentrarono nella valle di Siddim, cioè il Mar Morto. 4 Per
dodici anni essi erano stati sottomessi a Chedorlaomer, ma il
tredicesimo anno si erano ribellati. 5 Nell'anno
quattordicesimo arrivarono Chedorlaomer e i re che erano con lui e
sconfissero i Refaim ad Astarot-Karnaim, gli Zuzim ad Am, gli Emim a
Save-Kiriataim 6 e gli Hurriti sulle montagne di Seir fino a
El-Paran, che è presso il deserto. 7 Poi mutarono
direzione e vennero a En-Mispat, cioè Kades, e devastarono
tutto il territorio degli Amaleciti e anche degli Amorrei che
abitavano in Azazon-Tamar. 8 Allora il re di Sòdoma,
il re di Gomorra, il re di Adma, il re di Zeboim e il re di Bela,
cioè Zoar, uscirono e si schierarono a battaglia nella valle
di Siddim contro di esso, 9 e cioè contro Chedorlaomer
re dell'Elam, Tideal re di Goim, Amrafel re di Sennaar e Arioch re di
Ellasar: quattro re contro cinque. 10 Ora la valle di Siddim
era piena di pozzi di bitume; mentre il re di Sòdoma e il re
di Gomorra si davano alla fuga, alcuni caddero nei pozzi e gli altri
fuggirono sulle montagne. 11 Gli invasori presero tutti i
beni di Sodoma e Gomorra e tutti i loro viveri e se ne andarono.
12 Andandosene catturarono anche Lot, figlio del fratello di
Abram, e i suoi beni: egli risiedeva appunto in Sòdoma.
13 Ma un fuggiasco venne ad avvertire Abramo l'Ebreo che
si trovava alle Querce di Mamre l'Amorreo, fratello di Escol e
fratello di Aner i quali erano alleati di Abram. 14 Quando
Abramo seppe che il suo parente era stato preso prigioniero,
organizzò i suoi uomini esperti nelle armi, schiavi nati nella
sua casa, in numero di trecentodiciotto, e si diede all'inseguimento
fino a Dan. 15 Piombò sopra di essi di notte, lui con
i suoi servi, li sconfisse e proseguì l'inseguimento fino a
Coba, a settentrione di Damasco. 16 Ricuperò così
tutta la roba e anche Lot suo parente, i suoi beni, con le donne e il
popolo.
17 Quando Abramo fu di ritorno, dopo la sconfitta di
Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sòdoma gli
uscì incontro nella Valle di Save, cioè la Valle del
re. 18 Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e
vino: era sacerdote del Dio altissimo 19 e benedisse Abramo
con queste parole:
«Sia benedetto Abramo dal Dio altissimo, Abramo gli diede la decima di tutto.
21 Poi il re di Sòdoma disse ad Abram: «Dammi
le persone; i beni prendili per te». 22 Ma Abramo disse
al re di Sòdoma: «Alzo la mano davanti al Signore, il
Dio altissimo, creatore del cielo e della terra: 23 né
un filo, né un legaccio di sandalo, niente io prenderò
di ciò che è tuo; non potrai dire: io ho arricchito
Abram. 24 Per me niente, se non quello che i servi hanno
mangiato; quanto a ciò che spetta agli uomini che sono venuti
con me, Escol, Aner e Mamre, essi stessi si prendano la loro parte».
Cap. 15
1 Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad
Abramo in visione: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la
tua ricompensa sarà molto grande». 2 Rispose
Abram: «Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza
figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco».
3 Soggiunse Abram: «Ecco a me non hai dato discendenza
e un mio domestico sarà mio erede». 4 Ed ecco
gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non costui sarà
il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede».
5 Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e
conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale
sarà la tua discendenza». 6 Egli credette al
Signore, che glielo accreditò come giustizia. 7 E gli
disse: «Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei
Caldei per darti in possesso questo paese». 8 Rispose:
«Signore mio Dio, come potrò sapere che ne avrò
il possesso?». 9 Gli disse: «Prendimi una
giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni,
una tortora e un piccione». 10 Andò a prendere
tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà
di fronte all'altra; non divise però gli uccelli. 11 Gli
uccelli rapaci calavano su quei cadaveri, ma Abramo li scacciava.
12 Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su
Abram, ed ecco un oscuro terrore lo assalì. 13 Allora
il Signore disse ad Abram: «Sappi che i tuoi discendenti
saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e
saranno oppressi per quattrocento anni. 14 Ma la nazione che
essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno
con grandi ricchezze. 15 Quanto a te, andrai in pace presso i
tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice. 16 Alla
quarta generazione torneranno qui, perché l'iniquità
degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo».
17 Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto,
ecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli
animali divisi. 18 In quel giorno il Signore concluse questa
alleanza con Abram:
«Alla tua discendenza io do questo paese dal fiume d'Egitto
al grande fiume, il fiume Eufrate; 19 il paese dove abitano i
Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti, 20 gli Hittiti, i
Perizziti, i Refaim, 21 gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei,
gli Evei e i Gebusei».
Cap. 16
1 Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo
però una schiava egiziana chiamata Agar, 2 Sarai disse
ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole;
unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli».
Abramo ascoltò la voce di Sarai. 3 Così, al
termine di dieci anni da quando Abramo abitava nel paese di Canaan,
Sarai, moglie di Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede
in moglie ad Abram, suo marito. 4 Egli si unì ad Agar,
che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere
incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei.
5 Allora Sarai disse ad Abram: «L'offesa a me fatta
ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da
quando si è accorta d'essere incinta, io non conto più
niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!». 6 Abramo
disse a Sarai: «Ecco, la tua schiava è in tuo potere:
falle ciò che ti pare». Sarai allora la maltrattò
tanto che quella si allontanò. 7 La trovò
l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la
sorgente sulla strada di Sur, 8 e le disse: «Agar,
schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?». Rispose: «Vado
lontano dalla mia padrona Sarai». 9 Le disse l'angelo
del Signore: «Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa».
10 Le disse ancora l'angelo del Signore: «Moltiplicherò
la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua
moltitudine». 11 Soggiunse poi l'angelo del Signore:
«Ecco, sei incinta: 13 Agar chiamò il Signore, che le aveva parlato:
«Tu sei il Dio della visione», perché diceva: «Qui
dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la mia visione?».
14 Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi; è
appunto quello che si trova tra Kades e Bered. 15 Agar
partorì ad Abramo un figlio e Abramo chiamò Ismaele il
figlio che Agar gli aveva partorito. 16 Abramo aveva
ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.
Cap. 17
1 Quando Abramo ebbe novantanove anni, il Signore gli
apparve e gli disse:
«Io sono Dio onnipotente: 9 Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare
la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in
generazione. 10 Questa è la mia alleanza che dovete
osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia
circonciso tra di voi ogni maschio. 11 Vi lascerete
circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il
segno dell'alleanza tra me e voi. 12 Quando avrà otto
giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione
in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con
denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe. 13 Deve
essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con
denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra
carne come alleanza perenne. 14 Il maschio non circonciso, di
cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro,
sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza».
15 Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarai tua
moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara. 16 Io la
benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò
e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei».
17 Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e
rise e pensò: «Ad uno di cento anni può nascere
un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà
partorire?». 18 Abramo disse a Dio: «Se almeno
Ismaele potesse vivere davanti a te!». 19 E Dio disse:
«No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo
chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come
alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo
di lui. 20 Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco,
io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso:
dodici principi egli genererà e di lui farò una grande
nazione. 21 Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco,
che Sara ti partorirà a questa data l'anno venturo».
22 Dio terminò così di parlare con lui e,
salendo in alto, lasciò Abramo.
23 Allora Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati
nella sua casa e tutti quelli comperati con il suo denaro, tutti i
maschi appartenenti al personale della casa di Abramo, e circoncise
la carne del loro membro in quello stesso giorno, come Dio gli aveva
detto. 24 Ora Abramo aveva novantanove anni, quando si fece
circoncidere la carne del membro. 25 Ismaele suo figlio aveva
tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro. 26 In
quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio.
27 E tutti gli uomini della sua casa, i nati in casa e i
comperati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui.
Cap. 18
1 Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre,
mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda
del giorno. 2 Egli alzò gli occhi e vide che tre
uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro
incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,
3 dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi
occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. 4 Si
vada a prendere un po' di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi
sotto l'albero. 5 Permettete che vada a prendere un boccone
di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché
è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo».
Quelli dissero: «Fà pure come hai detto».
6 Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e
disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne
focacce». 7 All'armento corse lui stesso, Abramo, prese
un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò
a prepararlo. 8 Prese latte acido e latte fresco insieme con
il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così,
mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli
mangiarono.
9 Poi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?».
Rispose: «E' là nella tenda». 10 Il
Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa
data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto
Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di
lui. 11 Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era
cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne.
12 Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita
come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è
vecchio!». 13 Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché
Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono
vecchia? 14 C'è forse qualche cosa impossibile per il
Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e
Sara avrà un figlio». 15 Allora Sara negò:
«Non ho riso!», perché aveva paura; ma quegli
disse: «Sì, hai proprio riso».
16 Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare
Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per
congedarli. 17 Il Signore diceva: «Devo io tener
nascosto ad Abramo quello che sto per fare, 18 mentre Abramo
dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si
diranno benedette tutte le nazioni della terra? 19 Infatti io
l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua
famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con
giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo
quanto gli ha promesso». 20 Disse allora il Signore:
«Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande
e il loro peccato è molto grave. 21 Voglio scendere a
vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il
grido fino a me; lo voglio sapere!».
22 Quegli uomini partirono di lì e andarono verso
Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore.
23 Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero
sterminerai il giusto con l'empio? 24 Forse vi sono cinquanta
giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non
perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si
trovano? 25 Lungi da te il far morire il giusto con l'empio,
così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te!
Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la
giustizia?». 26 Rispose il Signore: «Se a Sòdoma
troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per
riguardo a loro perdonerò a tutta la città».
27 Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco
parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere... 28 Forse
ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque
distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la
distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque». 29 Abramo
riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne
troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per
riguardo a quei quaranta». 30 Riprese: «Non si
adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne
troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve
ne troverò trenta». 31 Riprese: «Vedi come
ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno
venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo
a quei venti». 32 Riprese: «Non si adiri il mio
Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne
troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò
per riguardo a quei dieci». 33 Poi il Signore, come
ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò
alla sua abitazione.
Cap. 19
1 I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della
sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena
li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si
prostrò con la faccia a terra. 2 E disse: «Miei
signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi
laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la
vostra strada». Quelli risposero: «No, passeremo la notte
sulla piazza». 3 Ma egli insistette tanto che vennero
da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un
banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. 4 Non
si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città,
cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno
alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo.
5 Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli
uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi,
perché possiamo abusarne!». 6 Lot uscì
verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di
sé, 7 disse: «No, fratelli miei, non fate del
male! 8 Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora
conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che
vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché
sono entrati all'ombra del mio tetto». 9 Ma quelli
risposero: «Tirati via! Quest'individuo è venuto qui
come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a
loro!». E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè
contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta. 10 Allora
dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot
e chiusero il battente; 11 quanto agli uomini che erano alla
porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più
piccolo al più grande, così che non riuscirono a
trovare la porta.
12 Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai
ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in
città, falli uscire da questo luogo. 13 Perché
noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di
loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a
distruggerli». 14 Lot uscì a parlare ai suoi
generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: «Alzatevi,
uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere
la città!». Ma parve ai suoi generi che egli volesse
scherzare. 15 Quando apparve l'alba, gli angeli fecero
premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue figlie
che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città».
16 Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua
moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del
Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della
città. 17 Dopo averli condotti fuori, uno di loro
disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non
fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere
travolto!». 18 Ma Lot gli disse: «No, mio
Signore! 19 Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi
occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi
la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la
sciagura mi raggiunga e io muoia. 20 Vedi questa città:
è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là
ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è
una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva».
21 Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo,
di non distruggere la città di cui hai parlato. 22 Presto,
fuggi là perché io non posso far nulla, finché
tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si
chiamò Zoar.
23 Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,
24 quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma
e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. 25 Distrusse
queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle
città e la vegetazione del suolo. 26 Ora la moglie di
Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.
27 Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era
fermato davanti al Signore; 28 contemplò dall'alto
Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un
fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
29 Così, quando Dio distrusse le città della
valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla
catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva
abitato.
30 Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare
sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di
restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due
figlie. 31 Ora la maggiore disse alla più piccola: «Il
nostro padre è veccho e non c'è nessuno in questo
territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra.
32 Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi
corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza
da nostro padre». 33 Quella notte fecero bere del vino
al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma
egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né
quando essa si alzò. 34 All'indomani la maggiore disse
alla più piccola: «Ecco, ieri io mi sono coricata con
nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e va tu a
coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da
nostro padre». 35 Anche quella notte fecero bere del
vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi
con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò,
né quando essa si alzò. 36 Così le due
figlie di Lot concepirono dal loro padre. 37 La maggiore
partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il
padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi. 38 Anche la più
piccola partorì un figlio e lo chiamò «Figlio del
mio popolo». Costui è il padre degli Ammoniti che
esistono fino ad oggi.
Cap. 20
1 Abramo levò le tende di là, dirigendosi
nel Negheb, e si stabilì tra Kades e Sur; poi soggiornò
come straniero a Gerar. 2 Siccome Abramo aveva detto della
moglie Sara: «E' mia sorella», Abimèlech, re di
Gerar, mandò a prendere Sara. 3 Ma Dio venne da
Abimèlech di notte, in sogno, e gli disse: «Ecco stai
per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a
suo marito». 4 Abimèlech, che non si era ancora
accostato a lei, disse: «Mio Signore, vuoi far morire anche la
gente innocente? 5 Non mi ha forse detto: E' mia sorella? E
anche lei ha detto: E' mio fratello. Con retta coscienza e mani
innocenti ho fatto questo». 6 Gli rispose Dio nel
sogno: «Anch'io so che con retta coscienza hai fatto questo e
ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho
permesso che tu la toccassi. 7 Ora restituisci la donna di
quest'uomo: egli è un profeta: preghi egli per te e tu vivrai.
Ma se tu non la restituisci, sappi che sarai degno di morte con tutti
i tuoi». 8 Allora Abimèlech si alzò di
mattina presto e chiamò tutti i suoi servi, ai quali riferì
tutte queste cose, e quegli uomini si impaurirono molto. 9 Poi
Abimèlech chiamò Abramo e gli disse: «Che ci hai
fatto? E che colpa ho commesso contro di te, perché tu abbia
esposto me e il mio regno ad un peccato tanto grande? Tu hai fatto a
mio riguardo azioni che non si fanno». 10 Poi Abimèlech
disse ad Abramo: «A che miravi agendo in tal modo?».
11 Rispose Abramo: «Io mi sono detto: certo non vi sarà
timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie.
12 Inoltre essa è veramente mia sorella, figlia di mio
padre, ma non figlia di mia madre, ed è divenuta mia moglie.
13 Allora, quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di
mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in
ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello».
14 Allora Abimèlech prese greggi e armenti, schiavi e
schiave, li diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara.
15 Inoltre Abimèlech disse: «Ecco davanti a te
il mio territorio: va ad abitare dove ti piace!». 16 A
Sara disse: «Ecco, ho dato mille pezzi d'argento a tuo
fratello: sarà per te come un risarcimento di fronte a quanti
sono con te. Così tu sei in tutto riabilitata».
17 Abramo pregò Dio e Dio guarì Abimèlech,
sua moglie e le sue serve, sì che poterono ancora partorire.
18 Perché il Signore aveva reso sterili tutte le donne
della casa di Abimèlech, per il fatto di Sara, moglie di
Abramo.
Cap. 21
1 Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece
a Sara come aveva promesso. 2 Sara concepì e partorì
ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato.
3 Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che
Sara gli aveva partorito. 4 Abramo circoncise suo figlio
Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.
5 Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio
Isacco. 6 Allora Sara disse: «Motivo di lieto riso mi
ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!».
7 Poi disse: «Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara
deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua
vecchiaia!».
8 Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande
banchetto quando Isacco fu svezzato. 9 Ma Sara vide che il
figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo,
scherzava con il figlio Isacco. 10 Disse allora ad Abramo:
«Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio
di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco».
11 La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo
figlio. 12 Ma Dio disse ad Abramo: «Non ti dispiaccia
questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara
in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso
Isacco da te prenderà nome una stirpe. 13 Ma io farò
diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché
è tua prole». 14 Abramo si alzò di buon
mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar,
caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la
mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il
deserto di Bersabea. 15 Tutta l'acqua dell'otre era venuta a
mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio 16 e
andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco,
perché diceva: «Non voglio veder morire il fanciullo!».
Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse.
17 Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio
chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non
temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là
dove si trova. 18 Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per
mano, perché io ne farò una grande nazione».
19 Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo
d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il
fanciullo. 20 E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò
nel deserto e divenne un tiratore d'arco. 21 Egli abitò
nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese
d'Egitto.
22 In quel tempo Abimèlech con Picol, capo del suo
esercito, disse ad Abramo: «Dio è con te in quanto fai.
23 Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né
me né i miei figli né i miei discendenti: come io ho
agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e con il
paese nel quale sei forestiero». 24 Rispose Abramo: «Io
lo giuro». 25 Ma Abramo rimproverò Abimèlech
a causa di un pozzo d'acqua, che i servi di Abimèlech avevano
usurpato. 26 Abimèlech disse: «Io non so chi
abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato, né
io ne ho sentito parlare se non oggi». 27 Allora Abramo
prese alcuni capi del gregge e dell'armento, li diede ad Abimèlech:
tra loro due conclusero un'alleanza. 28 Poi Abramo mise in
disparte sette agnelle del gregge. 29 Abimèlech disse
ad Abramo: «Che significano quelle sette agnelle che hai messe
in disparte?». 30 Rispose: «Tu accetterai queste
sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di
testimonianza che io ho scavato questo pozzo». 31 Per
questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là
fecero giuramento tutti e due. 32 E dopo che ebbero concluso
l'alleanza a Bersabea, Abimèlech si alzò con Picol,
capo del suo esercito, e ritornarono nel paese dei Filistei.
33 Abramo piantò un tamerice in Bersabea, e lì
invocò il nome del Signore, Dio dell'eternità. 34 E
fu forestiero nel paese dei Filistei per molto tempo.
Cap. 22
1 Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli
disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!».
2 Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che
ami, Isacco, va nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di
un monte che io ti indicherò». 3 Abramo si alzò
di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi
e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise
in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. 4 Il
terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel
luogo. 5 Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi
qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci
prostreremo e poi ritorneremo da voi». 6 Abramo prese
la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese
in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme.
7 Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre
mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese:
«Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per
l'olocausto?». 8 Abramo rispose: «Dio stesso
provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!».
Proseguirono tutt'e due insieme; 9 così arrivarono al
luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare,
collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose
sull'altare, sopra la legna. 10 Poi Abramo stese la mano e
prese il coltello per immolare suo figlio. 11 Ma l'angelo del
Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo,
Abramo!». Rispose: «Eccomi!». 12 L'angelo
disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli
alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio,
il tuo unico figlio». 13 Allora Abramo alzò gli
occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio.
Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto
invece del figlio. 14 Abramo chiamò quel luogo: «Il
Signore provvede», perciò oggi si dice: «Sul monte
il Signore provvede». 15 Poi l'angelo del Signore
chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta 16 e
disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché
tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico
figlio, 17 io ti benedirò con ogni benedizione e
renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del
cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua
discendenza si impadronirà delle città dei nemici.
18 Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni
della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».
19 Poi Abramo tornò dai suoi servi; insieme si
misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.
20 Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia:
«Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello»:
21 Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuèl il
padre di Aram 22 e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl;
23 Betuèl generò Rebecca: questi otto figli
partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo. 24 Anche la
sua concubina, chiamata Reuma, partorì figli: Tebach, Gacam,
Tacas e Maaca.
Cap. 23
1 Gli anni della vita di Sara furono centoventisette:
questi furono gli anni della vita di Sara. 2 Sara morì
a Kiriat-Arba, cioè Ebron, nel paese di Canaan, e Abramo venne
a fare il lamento per Sara e a piangerla. 3 Poi Abramo si
staccò dal cadavere di lei e parlò agli Hittiti: 4 «Io
sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà
di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via la
salma e seppellirla». 5 Allora gli Hittiti risposero:
6 «Ascolta noi, piuttosto, signore: tu sei un principe
di Dio in mezzo a noi: seppellisci il tuo morto nel migliore dei
nostri sepolcri. Nessuno di noi ti proibirà di seppellire la
tua defunta nel suo sepolcro». 7 Abramo si alzò,
si prostrò davanti alla gente del paese, davanti agli Hittiti
e parlò loro: 8 «Se è secondo il vostro
desiderio che io porti via il mio morto e lo seppellisca, ascoltatemi
e insistete per me presso Efron, figlio di Zocar, 9 perché
mi dia la sua caverna di Macpela, che è all'estremità
del suo campo. Me la ceda per il suo prezzo intero come proprietà
sepolcrale in mezzo a voi». 10 Ora Efron stava seduto
in mezzo agli Hittiti. Efron l'Hittita rispose ad Abramo, mentre lo
ascoltavano gli Hittiti, quanti entravano per la porta della sua
città, e disse: 11 «Ascolta me, piuttosto, mio
signore: ti cedo il campo con la caverna che vi si trova, in presenza
dei figli del mio popolo te la cedo: seppellisci il tuo morto».
12 Allora Abramo si prostrò a lui alla presenza della
gente del paese. 13 Parlò ad Efron, mentre lo
ascoltava la gente del paese, e disse: «Se solo mi volessi
ascoltare: io ti do il prezzo del campo. Accettalo da me, così
io seppellirò là il mio morto». 14 Efron
rispose ad Abramo: 15 «Ascolta me piuttosto, mio
signore: un terreno del valore di quattrocento sicli d'argento che
cosa è mai tra me e te? Seppellisci dunque il tuo morto».
16 Abramo accettò le richieste di Efron e Abramo
pesò ad Efron il prezzo che questi aveva detto, mentre lo
ascoltavano gli Hittiti, cioè quattrocento sicli d'argento,
nella moneta corrente sul mercato. 17 Così il campo di
Efron che si trovava in Macpela, di fronte a Mamre, il campo e la
caverna che vi si trovava e tutti gli alberi che erano dentro il
campo e intorno al suo limite, 18 passarono in proprietà
ad Abramo, alla presenza degli Hittiti, di quanti entravano nella
porta della città. 19 Dopo, Abramo seppellì
Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a
Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan. 20 Il campo e
la caverna che vi si trovava passarono dagli Hittiti ad Abramo in
proprietà sepolcrale.
Cap. 24
1 Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il
Signore lo aveva benedetto in ogni cosa. 2 Allora Abramo
disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva
potere su tutti i suoi beni: «Metti la mano sotto la mia coscia
3 e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e
Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le
figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, 4 ma che andrai
al mio paese, nella mia patria, a scegliere una moglie per mio figlio
Isacco». 5 Gli disse il servo: «Se la donna non
mi vuol seguire in questo paese, dovrò forse ricondurre tuo
figlio al paese da cui tu sei uscito?». 6 Gli rispose
Abramo: «Guardati dal ricondurre là mio figlio! 7 Il
Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha tolto dalla casa
di mio padre e dal mio paese natio, che mi ha parlato e mi ha
giurato: Alla tua discendenza darò questo paese, egli stesso
manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa
prendere di là una moglie per il mio figlio. 8 Se la
donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a
me fatto; ma non devi ricondurre là il mio figlio».
9 Allora il servo mise la mano sotto la coscia di Abramo,
suo padrone, e gli prestò giuramento riguardo a questa cosa.
10 Il servo prese dieci cammelli del suo padrone e, portando
ogni sorta di cose preziose del suo padrone, si mise in viaggio e
andò nel Paese dei due fiumi, alla città di Nacor.
11 Fece inginocchiare i cammelli fuori della città,
presso il pozzo d'acqua, nell'ora della sera, quando le donne escono
ad attingere. 12 E disse: «Signore, Dio del mio padrone
Abramo, concedimi un felice incontro quest'oggi e usa benevolenza
verso il mio padrone Abramo! 13 Ecco, io sto presso la fonte
dell'acqua, mentre le fanciulle della città escono per
attingere acqua. 14 Ebbene, la ragazza alla quale dirò:
Abbassa l'anfora e lasciami bere, e che risponderà: Bevi,
anche ai tuoi cammelli darò da bere, sia quella che tu hai
destinata al tuo servo Isacco; da questo riconoscerò che tu
hai usato benevolenza al mio padrone». 15 Non aveva
ancora finito di parlare, quand'ecco Rebecca, che era nata a Betuèl
figlio di Milca, moglie di Nacor, fratello di Abramo, usciva con
l'anfora sulla spalla. 16 La giovinetta era molto bella
d'aspetto, era vergine, nessun uomo le si era unito. Essa scese alla
sorgente, riempì l'anfora e risalì. 17 Il servo
allora le corse incontro e disse: «Fammi bere un po' d'acqua
dalla tua anfora». 18 Rispose: «Bevi, mio
signore». In fretta calò l'anfora sul braccio e lo fece
bere. 19 Come ebbe finito di dargli da bere, disse: «Anche
per i tuoi cammelli ne attingerò, finché finiranno di
bere». 20 In fretta vuotò l'anfora
nell'abbeveratoio, corse di nuovo ad attingere al pozzo e attinse per
tutti i cammelli di lui. 21 Intanto quell'uomo la contemplava
in silenzio, in attesa di sapere se il Signore avesse o no concesso
buon esito al suo viaggio. 22 Quando i cammelli ebbero finito
di bere, quell'uomo prese un pendente d'oro del peso di mezzo siclo e
glielo pose alle narici e le pose sulle braccia due braccialetti del
peso di dieci sicli d'oro. 23 E disse: «Di chi sei
figlia? Dimmelo. C'è posto per noi in casa di tuo padre, per
passarvi la notte?». 24 Gli rispose: «Io sono
figlia di Betuèl, il figlio che Milca partorì a Nacor».
25 E soggiunse: «C'è paglia e foraggio in
quantità da noi e anche posto per passare la notte».
26 Quell'uomo si inginocchiò e si prostrò al
Signore 27 e disse: «Sia benedetto il Signore, Dio del
mio padrone Abramo, che non ha cessato di usare benevolenza e fedeltà
verso il mio padrone. Quanto a me, il Signore mi ha guidato sulla via
fino alla casa dei fratelli del mio padrone». 28 La
giovinetta corse ad annunziare alla casa di sua madre tutte queste
cose. 29 Ora Rebecca aveva un fratello chiamato Làbano
e Làbano corse fuori da quell'uomo al pozzo. 30 Egli
infatti, visti il pendente e i braccialetti alle braccia della
sorella e udite queste parole di Rebecca, sua sorella: «Così
mi ha parlato quell'uomo», venne da costui che ancora stava
presso i cammelli vicino al pozzo. 31 Gli disse: «Vieni,
benedetto dal Signore! Perché te ne stai fuori, mentre io ho
preparato la casa e un posto per i cammelli?». 32 Allora
l'uomo entrò in casa e quegli tolse il basto ai cammelli,
fornì paglia e foraggio ai cammelli e acqua per lavare i piedi
a lui e ai suoi uomini. 33 Quindi gli fu posto davanti da
mangiare, ma egli disse; «Non mangerò, finché non
avrò detto quello che devo dire». Gli risposero: «Dì
pure». 34 E disse: «Io sono un servo di Abramo.
35 Il Signore ha benedetto molto il mio padrone, che è
diventato potente: gli ha concesso greggi e armenti, argento e oro,
schiavi e schiave, cammelli e asini. 36 Sara, la moglie del
mio padrone, gli ha partorito un figlio, quando ormai era vecchio, al
quale egli ha dato tutti i suoi beni. 37 E il mio padrone mi
ha fatto giurare: Non devi prendere per mio figlio una moglie tra le
figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, 38 ma andrai
alla casa di mio padre, alla mia famiglia, a prendere una moglie per
mio figlio. 39 Io dissi al mio padrone: Forse la donna non mi
seguirà. 40 Mi rispose: Il Signore, alla cui presenza
io cammino, manderà con te il suo angelo e darà felice
esito al tuo viaggio, così che tu possa prendere una moglie
per il mio figlio dalla mia famiglia e dalla casa di mio padre.
41 Solo quando sarai andato alla mia famiglia, sarai esente
dalla mia maledizione; se non volessero cedertela, sarai esente dalla
mia maledizione. 42 Così oggi sono arrivato alla fonte
e ho detto: Signore, Dio del mio padrone Abramo, se stai per dar buon
esito al viaggio che sto compiendo, 43 ecco, io sto presso la
fonte d'acqua; ebbene, la giovane che uscirà ad attingere,
alla quale io dirò: Fammi bere un po' d'acqua dalla tua
anfora, 44 e mi risponderà: Bevi tu; anche per i tuoi
cammelli attingerò, quella sarà la moglie che il
Signore ha destinata al figlio del mio padrone. 45 Io non
avevo ancora finito di pensare, quand'ecco Rebecca uscire con
l'anfora sulla spalla; scese alla fonte, attinse; io allora le dissi:
Fammi bere. 46 Subito essa calò l'anfora e disse:
Bevi; anche ai tuoi cammelli darò da bere. Così io
bevvi ed essa diede da bere anche ai cammelli. 47 E io la
interrogai: Di chi sei figlia? Rispose: Sono figlia di Betuèl,
il figlio che Milca ha partorito a Nacor. Allora le posi il pendente
alle narici e i braccialetti alle braccia. 48 Poi mi
inginocchiai e mi prostrai al Signore e benedissi il Signore, Dio del
mio padrone Abramo, il quale mi aveva guidato per la via giusta a
prendere per suo figlio la figlia del fratello del mio padrone.
49 Ora, se intendete usare benevolenza e lealtà verso
il mio padrone, fatemelo sapere; se no, fatemelo sapere ugualmente,
perché io mi rivolga altrove».
50 Allora Làbano e Betuèl risposero: «Dal
Signore la cosa procede, non possiamo dirti nulla. 51 Ecco
Rebecca davanti a te: prendila e va e sia la moglie del figlio del
tuo padrone, come ha parlato il Signore».
52 Quando il servo di Abramo udì le loro parole, si
prostrò a terra davanti al Signore. 53 Poi il servo
tirò fuori oggetti d'argento e oggetti d'oro e vesti e li
diede a Rebecca; doni preziosi diede anche al fratello e alla madre
di lei. 54 Poi mangiarono e bevvero lui e i suoi uomini e
passarono la notte. Quando si alzarono alla mattina, egli disse:
«Lasciatemi andare dal mio padrone». 55 Ma il
fratello e la madre di lei dissero: «Rimanga la giovinetta con
noi qualche tempo, una decina di giorni; dopo, te ne andrai».
56 Rispose loro: «Non trattenetemi, mentre il Signore
ha concesso buon esito al mio viaggio. Lasciatemi partire per andare
dal mio padrone!». 57 Dissero allora: «Chiamiamo
la giovinetta e domandiamo a lei stessa». 58 Chiamarono
dunque Rebecca e le dissero: «Vuoi partire con quest'uomo?».
Essa rispose: «Andrò». 59 Allora essi
lasciarono partire Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di
Abramo e i suoi uomini. 60 Benedissero Rebecca e le dissero:
«Tu, sorella nostra, 61 Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono,
montarono sui cammelli e seguirono quell'uomo. Il servo prese con sé
Rebecca e partì. 62 Intanto Isacco rientrava dal pozzo
di Lacai-Roi; abitava infatti nel territorio del Negheb. 63 Isacco
uscì sul fare della sera per svagarsi in campagna e, alzando
gli occhi, vide venire i cammelli. 64 Alzò gli occhi
anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. 65 E
disse al servo: «Chi è quell'uomo che viene attraverso
la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «E' il
mio padrone». Allora essa prese il velo e si coprì.
66 Il servo raccontò ad Isacco tutte le cose che aveva
fatte. 67 Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata
di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l'amò. Isacco
trovò conforto dopo la morte della madre.
Cap. 25
1 Abramo prese un'altra moglie: essa aveva nome Chetura.
2 Essa gli partorì Zimran, Ioksan, Medan, Madian,
Isbak e Suach. 3 Ioksan generò Saba e Dedan e i figli
di Dedan furono gli Asurim, i Letusim e i Leummim. 4 I figli
di Madian furono Efa, Efer, Enoch, Abida ed Eldaa. Tutti questi sono
i figli di Chetura.
5 Abramo diede tutti i suoi beni a Isacco. 6 Quanto
invece ai figli delle concubine, che Abramo aveva avute, diede loro
doni e, mentre era ancora in vita, li licenziò, mandandoli
lontano da Isacco suo figlio, verso il levante, nella regione
orientale.
7 La durata della vita di Abramo fu di centosettantacinque
anni. 8 Poi Abramo spirò e morì in felice
canizie, vecchio e sazio di giorni, e si riunì ai suoi
antenati. 9 Lo seppellirono i suoi figli, Isacco e Ismaele,
nella caverna di Macpela, nel campo di Efron, figlio di Zocar,
l'Hittita, di fronte a Mamre. 10 E' appunto il campo che
Abramo aveva comperato dagli Hittiti: ivi furono sepolti Abramo e sua
moglie Sara. 11 Dopo la morte di Abramo, Dio benedisse il
figlio di lui Isacco e Isacco abitò presso il pozzo di
Lacai-Roi.
12 Questa è la discendenza di Ismaele, figlio di
Abramo, che gli aveva partorito Agar l'Egiziana, schiava di Sara.
13 Questi sono i nomi dei figli d'Ismaele, con il loro
elenco in ordine di generazione: il primogenito di Ismaele è
Nebaiòt, poi Kedar, Adbeèl, Mibsam, 14 Misma,
Duma, Massa, 15 Adad, Tema, Ietur, Nafis e Kedma. 16 Questi
sono gli Ismaeliti e questi sono i loro nomi secondo i loro recinti e
accampamenti. Sono i dodici principi delle rispettive tribù.
17 La durata della vita di Ismaele fu di centotrentasette
anni; poi morì e si riunì ai suoi antenati. 18 Egli
abitò da Avìla fino a Sur, che è lungo il
confine dell'Egitto in direzione di Assur; egli si era stabilito di
fronte a tutti i suoi fratelli.
19 Questa è la discendenza di Isacco, figlio di
Abramo. Abramo aveva generato Isacco. 20 Isacco aveva
quarant'anni quando si prese in moglie Rebecca, figlia di Betuèl
l'Arameo, da Paddan-Aram, e sorella di Làbano l'Arameo.
21 Isacco supplicò il Signore per sua moglie, perché
essa era sterile e il Signore lo esaudì, così che sua
moglie Rebecca divenne incinta. 22 Ora i figli si urtavano
nel suo seno ed essa esclamò: «Se è così,
perché questo?». Andò a consultare il Signore.
23 Il Signore le rispose:
«Due nazioni sono nel tuo seno 24 Quando poi si compì per lei il tempo di
partorire, ecco due gemelli erano nel suo grembo. 25 Uscì
il primo, rossiccio e tutto come un mantello di pelo, e fu chiamato
Esaù. 26 Subito dopo, uscì il fratello e teneva
in mano il calcagno di Esaù; fu chiamato Giacobbe. Isacco
aveva sessant'anni quando essi nacquero.
27 I fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella
caccia, un uomo della steppa, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo,
che dimorava sotto le tende. 28 Isacco prediligeva Esaù,
perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca
prediligeva Giacobbe.
29 Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra di
lenticchie; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito.
30 Disse a Giacobbe: «Lasciami mangiare un po' di
questa minestra rossa, perché io sono sfinito» - Per
questo fu chiamato Edom -. 31 Giacobbe disse: «Vendimi
subito la tua primogenitura». 32 Rispose Esaù:
«Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?».
33 Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito».
Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe.
34 Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di
lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne
andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la
primogenitura.
Cap. 26
1 Venne una carestia nel paese oltre la prima che era
avvenuta ai tempi di Abramo, e Isacco andò a Gerar presso
Abimèlech, re dei Filistei. 2 Gli apparve il Signore e
gli disse: «Non scendere in Egitto, abita nel paese che io ti
indicherò. 3 Rimani in questo paese e io sarò
con te e ti benedirò, perché a te e alla tua discendeza
io concederò tutti questi territori, e manterrò il
giuramento che ho fatto ad Abramo tuo padre. 4 Renderò
la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e concederò
alla tua discendenza tutti questi territori: tutte le nazioni della
terra saranno benedette per la tua discendenza; 5 per il
fatto che Abramo ha obbedito alla mia voce e ha osservato ciò
che io gli avevo prescritto: i miei comandamenti, le mie istituzioni
e le mie leggi».
6 Così Isacco dimorò in Gerar. 7 Gli
uomini del luogo lo interrogarono intorno alla moglie ed egli disse:
«E' mia sorella»; infatti aveva timore di dire: «E'
mia moglie», pensando che gli uomini del luogo lo uccidessero
per causa di Rebecca, che era di bell'aspetto.
8 Era là da molto tempo, quando Abimèlech,
re dei Filistei, si affacciò alla finestra e vide Isacco
scherzare con la propria moglie Rebecca. 9 Abimèlech
chiamò Isacco e disse: «Sicuramente essa è tua
moglie. E perché tu hai detto: E' mia sorella?». Gli
rispose Isacco: «Perché mi son detto: io non muoia per
causa di lei!». 10 Riprese Abimèlech: «Che
ci hai fatto? Poco ci mancava che qualcuno del popolo si unisse a tua
moglie e tu attirassi su di noi una colpa». 11 Abimèlech
diede quest'ordine a tutto il popolo: «Chi tocca questo uomo o
la sua moglie sarà messo a morte!».
12 Poi Isacco fece una semina in quel paese e raccolse
quell'anno il centuplo. Il Signore infatti lo aveva benedetto. 13 E
l'uomo divenne ricco e crebbe tanto in ricchezze fino a divenire
ricchissimo: 14 possedeva greggi di piccolo e di grosso
bestiame e numerosi schiavi e i Filistei cominciarono ad invidiarlo.
15 Tutti i pozzi che avevano scavati i servi di suo padre
ai tempi del padre Abramo, i Filistei li avevano turati riempiendoli
di terra. 16 Abimèlech disse ad Isacco: «vattene
via da noi, perché tu sei molto più potente di noi».
17 Isacco andò via di là, si accampo' sul
torrente di Gerar e vi si stabilì. 18 Isacco tornò
a scavare i pozzi d'acqua, che avevano scavati i servi di suo padre,
Abramo, e che i Filistei avevano turati dopo la morte di Abramo, e li
chiamò come li aveva chiamati suo padre. 19 I servi di
Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua
viva. 20 Ma i pastori di Gerar litigarono con i pastori di
Isacco, dicendo: «L'acqua è nostra!».
Allora egli chiamò Esech il pozzo, perché quelli
avevano litigato con lui. 21 Scavarono un altro pozzo, ma
quelli litigarono anche per questo ed egli lo chiamò Sitna.
22 Allora si mosse di là e scavò un altro
pozzo, per il quale non litigarono; allora egli lo chiamò
Recobòt e disse: «Ora il Signore ci ha dato spazio
libero perché noi prosperiamo nel paese». 23 Di
là andò a Bersabea. 24 E in quella notte gli
apparve il Signore e disse:
«Io sono il Dio di Abramo, tuo padre; 25 Allora egli costruì in quel luogo un altare e
invocò il nome del Signore; lì piantò la tenda.
E i servi di Isacco scavarono un pozzo.
26 Intanto Abimèlech da Gerar era andato da lui,
insieme con Acuzzat, suo amico, e Picol, capo del suo esercito.
27 Isacco disse loro: «Perché siete venuti da
me, mentre voi mi odiate e mi avete scacciato da voi?». 28 Gli
risposero: «Abbiamo visto che il Signore è con te e
abbiamo detto: vi sia un giuramento tra di noi, tra noi e te, e
concludiamo un'alleanza con te: 29 tu non ci farai alcun
male, come noi non ti abbiamo toccato e non ti abbiamo fatto se non
il bene e ti abbiamo lasciato andare in pace. Tu sei ora un uomo
benedetto dal Signore». 30 Allora imbandì loro
un convito e mangiarono e bevvero. 31 Alzatisi di buon
mattino, si prestarono giuramento l'un l'altro, poi Isacco li congedò
e partirono da lui in pace. 32 Proprio in quel giorno
arrivarono i servi di Isacco e lo informarono a proposito del pozzo
che avevano scavato e gli dissero: «Abbiamo trovato l'acqua».
33 Allora egli lo chiamò Sibea: per questo la città
si chiama Bersabea fino ad oggi.
34 Quando Esaù ebbe quarant'anni, prese in moglie
Giudit, figlia di Beeri l'Hittita, e Basemat, figlia di Elon
l'Hittita. 35 Esse furono causa d'intima amarezza per Isacco
e per Rebecca.
Cap. 27
1 Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così
indeboliti che non ci vedeva più. Chiamò il figlio
maggiore, Esaù, e gli disse: «Figlio mio». Gli
rispose: «Eccomi». 2 Riprese: «Vedi, io
sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte. 3 Ebbene,
prendi le tue armi, la tua farètra e il tuo arco, esci in
campagna e prendi per me della selvaggina. 4 Poi preparami un
piatto di mio gusto e portami da mangiare, perché io ti
benedica prima di morire». 5 Ora Rebecca ascoltava,
mentre Isacco parlava al figlio Esaù. Andò dunque Esaù
in campagna a caccia di selvaggina da portare a casa. 6 Rebecca
disse al figlio Giacobbe: «Ecco, ho sentito tuo padre dire a
tuo fratello Esaù: 7 Portami la selvaggina e preparami
un piatto, così mangerò e poi ti benedirò
davanti al Signore prima della morte. 8 Ora, figlio mio,
obbedisci al mio ordine: 9 va subito al gregge e prendimi di
là due bei capretti; io ne farò un piatto per tuo
padre, secondo il suo gusto. 10 Così tu lo porterai a
tuo padre che ne mangerà, perché ti benedica prima
della sua morte». 11 Rispose Giacobbe a Rebecca sua
madre: «Sai che mio fratello Esaù è peloso,
mentre io ho la pelle liscia. 12 Forse mio padre mi palperà
e si accorgerà che mi prendo gioco di lui e attirerò
sopra di me una maledizione invece di una benedizione». 13 Ma
sua madre gli disse: «Ricada su di me la tua maledizione,
figlio mio! Tu obbedisci soltanto e vammi a prendere i capretti».
14 Allora egli andò a prenderli e li portò alla
madre, così la madre ne fece un piatto secondo il gusto di suo
padre. 15 Rebecca prese i vestiti migliori del suo figlio
maggiore, Esaù, che erano in casa presso di lei, e li fece
indossare al figlio minore, Giacobbe; 16 con le pelli dei
capretti rivestì le sue braccia e la parte liscia del collo.
17 Poi mise in mano al suo figlio Giacobbe il piatto e il
pane che aveva preparato.
18 Così egli venne dal padre e disse: «Padre
mio». Rispose: «Eccomi; chi sei tu, figlio mio?».
19 Giacobbe rispose al padre: «Io sono Esaù, il
tuo primogento. Ho fatto come tu mi hai ordinato. Alzati dunque,
siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica».
20 Isacco disse al figlio: «Come hai fatto presto a
trovarla, figlio mio!». Rispose: «Il Signore me l'ha
fatta capitare davanti». 21 Ma Isacco gli disse:
«Avvicinati e lascia che ti palpi, figlio mio, per sapere se tu
sei proprio il mio figlio Esaù o no». 22 Giacobbe
si avvicin&ogI. LE ORIGINI DEL MONDO E DELL'UMANITA'
1. LA CREAZIONE E LA CADUTA
Primo racconto della creazione
che
striscia sulla terra».
La prova della libertà. Il paradiso
La caduta
i tuoi dolori e le tue gravidanze,
con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il
tuo istinto,
ma egli ti dominerà».
maledetto sia il suolo per causa
tua!
Con dolore ne trarrai il cibo
per tutti i giorni della
tua vita.
18 Spine e cardi produrrà per te
e
mangerai l'erba campestre.
19 Con il sudore del tuo volto
mangerai il pane;
finché tornerai alla terra,
perché
da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere tornerai!».
Caino e Abele
La discendenza di Caino
mogli di Lamech, porgete
l'orecchio al mio dire:
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
24 Sette volte sarà
vendicato Caino
ma Lamech settantasette».
Set e i suoi discendenti
I patriarchi prediluviani
Figli di Dio e figlie degli uomini
2. IL DILUVIO
La corruzione dell'umanità
Preparativi del diluvio
L'inondazione
L'abbassamento delle acque
L'uscita dall'arca
seme e messe,
freddo e caldo,
estate e inverno,
giorno e notte
non
cesseranno».
Il nuovo ordine del mondo
dall'uomo il suo
sangue sarà sparso,
perché ad immagine di Dio
Egli
ha fatto l'uomo.
7 E voi, siate fecondi e moltiplicatevi,
siate numerosi sulla terra e dominatela».
che io pongo
tra me e voi
e tra ogni essere vivente
che è con
voi
per le generazioni eterne.
13 Il mio arco pongo
sulle nubi
ed esso sarà il segno dell'alleanza
tra me
e la terra.
14 Quando radunerò
le nubi sulla
terra
e apparirà l'arco sulle nubi
15 ricorderò
la mia alleanza
che è tra me e voi
e tra ogni essere
che vive in ogni carne
e noi ci saranno più le acque
per
il diluvio, per distruggere ogni carne.
16 L'arco sarà
sulle nubi
e io lo guarderò per ricordare l'alleanza
eterna
tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne
che è
sulla terra».
3. DAL DILUVIO AD ABRAMO
Noè e i suoi figli
«Sia maledetto Canaan!
Schiavo degli schiavi
sarà per i suoi fratelli!». 26 Disse poi:
Canaan sia suo
schiavo!
27 Dio dilati Iafet
e questi dimori nelle
tende di Sem,
Canaan sia suo schiavo!».
La terra popolata
La torre di Babele
I patriarchi postdiluviani
La discendenza di Terach
II. STORIA DI ABRAMO
Vocazione di Abramo
e dalla casa di
tuo padre,
verso il paese che io ti indicherò.
2 Farò
di te un grande popolo
e ti benedirò,
renderò
grande il tuo nome
e diventerai una benedizione.
3 Benedirò
coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra».
Abramo in Egitto
Separazione di Abramo e di Lot
La campagna dei quattro re
Melchisedek
creatore del
cielo e della terra,
20 e benedetto sia il Dio altissimo,
che ti ha messo in mano i tuoi nemici».
Le promesse e l'alleanza
Nascita di Ismaele
partorirai un figlio
e lo
chiamerai Ismaele,
perché il Signore ha ascoltato la tua
afflizione.
12 Egli sarà come un ònagro;
la sua mano sarà contro tutti
e la mano di tutti
contro di lui
e abiterà di fronte a tutti i suoi
fratelli».
L'alleanza e la circoncisione
cammina davanti a me
e sii
integro.
2 Porrò la mia alleanza
tra me e te
e ti renderò numeroso
molto, molto». 3 Subito
Abramo si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con
lui:
4 «Eccomi:
la mia alleanza è con te
e sarai padre
di una moltitudine di popoli.
5 Non
ti chiamerai più Abramo
ma ti chiamerai Abraham
perché
padre di una moltitudine
di popoli ti renderò. 6 E
ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare
nazioni e da te nasceranno dei re. 7 Stabilirò la mia
alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in
generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua
discendenza dopo di te. 8 Darò a te e alla tua
discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di
Canaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio».
L'apparizione di Mamre
L'intercessione di Abramo
La distruzione di Sodoma
Origine dei Moabiti e degli Ammoniti
Abramo a Gerar
Nascita di Isacco
Agar e Ismaele cacciati
Abramo e Abimèlech a Bersabea
Il sacrificio di Isacco
La discendenza di Nacor
La tomba dei patriarchi
Matrimonio di Isacco
diventa migliaia di miriadi
e
la tua stirpe conquisti
la porta dei suoi nemici!».
La discendenza di Chetura
Morte di Abramo
La discendenza di Ismaele
III. STORIA DI ISACCO E DI GIACOBBE
Nascita di Esaù e di Giacobbe
e due popoli dal tuo
grembo si disperderanno;
un popolo sarà più forte
dell'altro
e il maggiore servirà il più piccolo».
Esaù cede il diritto di primogenitura
Isacco a Gerar
I pozzi tra Gerar e Bersabea
non temere perché
io sono con te.
Ti benedirò
e moltiplicherò la
tua discendenza
per amore di Abramo, mio servo».
Alleanza con Abimèlech
Le donne hittite di Esaù
Giacobbe carpisce la benedizione di Isacco